Fashion bloggers. Ancora voi.

Oggi è la Giornata Internazionale della felicità.
A me rende felice insultare delle persone. Non pesantemente eh, quel tanto che basta magari per farle ragionare o rinsavire.

Oggi Sarinski, blogger che io adoro, ci ha reso tutti partecipi tramite twitter della presenza di una classifica dei 100 fashion blog più seguiti nel febbraio 2013.
Non è nemmeno iniziata la primavera e già ci scassate con le statistiche. Inutili peraltro. Infatti chissene sapere che la nostra Chiara Ferragni nazionale sia la più letta tra tutte.
Però mi sono fatta una cultura. Una cultura dell’orrore.

Partiamo dal primo punto: i nomi dei blog.
Ma voi? Quando decidete di aprire un blog, ma vi soffermate almeno una frazione di secondo a pensare a non mettere un nome di merda?
Intendiamoci, anche il mio fa schifo, ma ci sono nomi che dovrebbero stare alla stregua di Lord Voldemort, non ti dovrebbe essere permesso di  pronunciarli.
Tipo accostare cose che con la moda non c’azzeccano una cippa o ancora peggio utilizzare una frase che nasconde un chiaro delirio di onnipotenza.
Non farò nomi, non ho per niente lo sbatty di ricevere e rispondere ad insulti. Anche perchè vinco io. Anche se il mio blog ha un nome del menga. Però se date un occhio all’elenco capite subito a cosa mi riferisco.

Punto numero due: le foto.
C’è chi ormai è una fashion blogger navigata o piena di soldi dalla nascita e si può permettere una buona macchina ed un discreto (oppure ottimo) fotografo e chi no.
Anche da quel punto di vista io non sono una discreta fotografa, figuriamoci se mai diventerò un’ottima fotografa. Non sono una fotografa, sono una a cui piace fare fotografie, che è differente.
Ma so comunque distinguere una foto che non mi piace da una che secondo me è bella. E soprattutto so ancora inorridire di fronte a delle foto sfocate, col fuoco sbagliato, coi colori sfalsatissimi, con delle pessime post.
Anche per quanto riguarda le pose, la maggior parte delle fashion blogger ha quelle tre posizioni (non le chiamerei nemmeno pose) e quel sorriso standard stile quella vagina vegetale di Kristen Stewart.
Se sapete poco o niente di fotografia limitarsi a foto semplici e poco rielaborate è la scelta migliore. Fidatevi.

Punto numero tre (numero perfetto quindi mi fermo qui): quello che indossate.
Il popolo che segue le fashion blogger è composto principalmente da ragazze e donne tra i (boh sparo a caso) 18 e i (boh) 40. Circa. L’ho sparata ma credo sia più o meno così. Quello di cui sono sicurissima è che poche delle vostre affezionate lettrici si possono permettere una Celine da 2.400 euro.
La stragrandissima maggioranza di noi va da Zara, Pull&Bear, compra su Asos. Toh, da Mango!
Il che è totalmente in controtendenza con il modello della tipica fashion blogger, che un capo di Zara lo indossa forse una volta al mese e poi lo schifa per il resto del tempo (Zara come le mestruazioni, solo una volta al mese please). Per far capire che si, anche lei è come voi donne che in realtà la YSL agognate tantissimo ma la guardate solo dalla vetrina lasciando la scia di bavetta come un uomo che ha appena visto Jessica Alba passeggiare nuda per il paese.
Per darvi l’illusione che anche voi potreste diventare come lei. Anche se non è vero.
Solo le ragazze che hanno aperto un blog da poco, oppure quei fiori rari che vogliono rimanere coi piedi per terra presentano esclusivamente outfits low cost.
Ma è così che dovrebbe essere. Anche perchè alla cassiera della Coop, alla studentessa di lingue straniere, alla mamma a tempo pieno, l’idea di comprare un vestito per metterlo una volta sola (AdR mi sto riferendo a certe stronzate che dici) fa crescere i peli sulle gambe in maniera istantanea. Il che è una cosa raccapricciante.

Io non sono brava a a consigli se non in questo modo. Con un po’ di veleno.  E anche se mi leggeranno quelle 5, 10 se mi va bene, mie care amiche, vorrei che passasse questo concetto, che vale per le fashion blogger ma per chiunque, anche per il Papa: per essere amati dalla gente bisogna stare vicino alla gente. Confondersi con la gente. Ma sul serio, non solo alle feste comandate.
Quindi Chiara togliti quell’orribile trench di Burberry fatto con il tessuto catarifrangente e indossa quello di Stradivarius che ho io, pagato 30 euro che è bellissimo.

Annunci

5 Comments

Add yours →

  1. Grande, grande, grande, GRANDISSIMA TU!!!!voglio rebloggare, come si fa, come si FA!!???

  2. L’ha ribloggato su robertapasqualedosioe ha commentato:
    Si non è da me ispirarmi ad altri blog, ma questo articolo sul mio blog sta come il cacio sui maccheroni, dopo averlo letto oltre a trovarlo favoloso continuo a chiedermi perché? perché? Perché seguono queste f.blogger? e infondo è un po’ come chiedersi perché l’amico di Homer Simpson parli veneto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: