Almost Handmade

Ovvero “Come i giovani cominciano a riprendere il futuro tra le loro mani”.

Quando Bianca di Gummy Industries mi ha mandato l’invito a questo evento, mi si è aperto un mondo.
Un panorama composto da eventi bresciani fatti dai ggggiovani per i gggiovani.
Figuriamoci quando sono arrivata alla Fabbrica dei Mestieri, dove si teneva questo workshop.
Mi sono sentita piccola (e anche un po’ stupida) in mezzo a tutte queste ragazze e ragazzi pieni di entusiasmo ed iniziative.
Io e il mio piccolo blog che se lo cagano in quattro.
Sono stata letteralmente sommersa da un’onda di entusiasmo e voglia di fare (e anche un po’ di incoscienza, a detta di alcuni di loro) di 7 realtà di artigianato ed handmade che si sono presentate a questo incontro.
Siccome non voglio star qui a perdere tempo a raccontare della faccia da ebete che sicuramente avevo mentre ascoltavo con superinteresse le loro storie, passo a presentarvi subito i magnifici 7.

1) Artillery Lane
Due ragazzi (Niccolò Vallenari e Michea Caldeira de Aguiar) partiti supergiovani nel 2009, hanno dato vita a questo marchio che rappresenta una linea di accessori: sciarpe, oggetti in pelle, borse ed altro.
Vendono i loro prodotti online e anche in alcuni negozi, sia in Italia sia all’estero.
Le sciarpe sono state per me tipo amore a prima vista, in quanto è un capo che io indosso praticamente per metà della mia vita.
Nonostante siano molto giovani hanno secondo me trasmesso una grande consapevolezza e coscienza delle loro potenzialità.
Hanno dato un’idea molto fresca e molto matura del made in Italy “non fatto con la bandiera dell’Italia” ma con la qualità e la cura delle cose fatte a mano che è tipica e conosciuta nel mondo appunto come made in Italy.

Niccolò e Michea
Niccolò e Michea
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Sciarpa=amore
Sciarpa=amore

Ho amato questa sciarpa.

2) Paola Mininno (Micalò)
Questa timida ragazza con un CV da paura (ho spiato su LinkedIn) è in procinto di avviare un brand tutto suo di magllieria e di aprire un punto vendita dove presenterà ai clienti i suoi capi.
Ci sarà anche la possibilità di farsi preparare dei capi su misura per i gusti più esigenti (=gli scassapalle).
Lei si occupa davvero di tutte le fasi della lavorazione, dal filato alla colorazione fino ad arrivare al prodotto finito ed anche al packaging (superfico).
Il suo maglioncino mi ha rubato il cuore, peccato per il rosino che proprio a me non va giù.
Potrei entrare nella lista degli scassapalle che le chiede un altro colore per il capo.

Paola Mininno
Paola Mininno
Il cappello sciarpa.
Il cappello sciarpa.
Maglione bellissimo.
Maglione bellissimo.

3) Franka Ramia
Sarà l’affinità del nome (si chiama Francesca) o il grande entusiasmo che le traspariva dagli occhi mentre parlava del suo progetto.
Sarà che Bianca mi ha detto che è timida ma secondo me tutta questa timidezza è scomparsa quando ha iniziato a parlare del lavorare con le mani, di non lasciare che si perdano le tradizioni, le nostre radici.
Penso che lei abbia affascinato un po’ tutti, anche me visto che poi ci ho voluto chiacchierare anche dopo.
Lei è un’artigiana del filato, ha raccolto in se stessa la conoscenza e la tradizione, l’importanza di ogni singolo passo per ottenere un tessuto.
La cosa che più mi ha colpita è la memoria tattile nei confronti dei tessuti. Il fatto di riconoscere al tatto un tessuto buono, un tessuto degno di questo nome.
Dopo la presentazione mi ha mostrato un asciugamano di cento anni, ovviamente fatto a mano, mi ha descritto gli orli, i ricami, i “difetti” che fanno di quell’oggetto un pezzo unico.
Cioè un’asciugamano di cento anni, bianco come la neve, bello come se fosse stato fatto ieri.
Della serie Dash e Caleffi fateve da parte.

Franka Ramia.
Franka Ramia.

4) Alice e Giulia Minelli (New Knit)
Il percorso di queste due ragazze è stato leggermente diverso rispetto a quelli descritti finora.
Anche loro si occupano di magliera, rilanciando però un brand già esistente.
Recuperando e rimettendo in funzione una maglieria dismessa di Barbariga, chiusa dalla precedente proprietaria perchè troppo anziana per continuare il lavoro.
Hanno rimesso in funzione una vera e propria ditta con 7/8 persone al lavoro, hanno creato delle nuove linee, a settembre hanno preparato la linea invernale e sono già pronte per le prossime stagioni.
Oltretutto lavorano anche su commissione per aziende esterne.
Questa è mentalità imprenditoriale e anche incoscienza. Beatissima incoscienza per fortuna che ci sei.
Le ragazze non hanno ancora un sito internet, quindi ho anche fatto pubblicità spudorata al mio ragazzo (KoledStudio.it)

Alice e Giulia Minelli.
Alice e Giulia Minelli.
Berrette <3
Berrette ❤
Lana lana lana
Lana lana lana

5) Davide Turcati (Maybe Concept Store)
Lui è uno stylist e si vede (camicia bellissima).
Il suo negozio a Travagliato presenta capi che vanno dallo street wear all’alta moda. Una specie di street couture se mi posso permettere di pasticciare con le parole.
Quello che lui si propone di presentare con il suo store è ” una factory in piccolo” dove la gente passa, discute, legge una rivista, “si beve un pirlo”, dove non entra semplicemente per comprare, ma per perpetrare uno stile di vita.
Questo ragazzo è stato anche chiamato per curare lo stile anche di musicisti emergenti come Coez e i Fratelli Quintale, mica pizza e fichi (anche se a me non piace l’hip hop, sorry).
Ho adorato le sua campagne pubblicitarie, i modelli sono suoi clienti e i fotografi sono tutti artisti emergenti. Quindi la voglia di emergere di ciascuna di queste persone porta sicuramente ad un aumento in termini di visibilità ai suoi capi. Mica scemo.

Davide Turcati
Davide Turcati
Logo bellissimo.
Logo bellissimo.

6) CorpoC
Questi due giovani bergamaschi si occupano di serigrafia.
Siccome sono inniorantissima cito da wikipedia (che può essere che sia più inniorante di me) “La serigrafia o stampa serigrafica è una tecnica di stampa artistica di immagini e grafiche su qualsiasi supporto o superficie mediante l’uso di un tessuto (tessuto di stampa), facendo depositare dell’inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del tessuto”.
Attraverso l’utillizzo di questa complessa tecnica sono in grado di stampare su carta, su tessuto e su tantissimi altri materiali.
Lavorano sia su commissione (soprattutto per gruppi musicali, soprattutto musica pesante a quanto ho potuto intuire) ma stampano anche opere di illustratori a cui propongono il loro “modus operandi”.
Personalmente mi piace molto la scelta delle grafiche stampate, soprattutto questa tote bag.

Andrea Baldelli e Francesco Portesi
Andrea Baldelli e Francesco Portesi
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Hanno un fantastico logo.
Hanno un fantastico logo.

7) Bazaar  
Questo è l’unico nome che mi era noto anche prima del workshop.
Il retail store si trova sia a Brescia che a Bergamo, seguo da un po’ il profilo instagram e non posso fare a meno di lasciare cuoricini alle loro foto, sia per i capi presentati, sia per la fotografia in se.
Grazie a Flavia Serotti , che si è occupata di dare corpo ad un’iniziativa molto interessante, un esempio di instore market, il Teepee Market, un mercatino dentro il negozio dove makers e crafters selezionati tramite dei bandi possono presentare e vendere i loro prodotti.
Da una parte lo store ha la possiblità di rinnovare spesso ciò che presenta ma soprattutto permette di dare visibilità a tante personalità che cercano di emergere e di farsi conoscere.

IMG_0415
Flavia Serotti

Riassumendo posso dire che è stata una fortuna per me che fossi senza soldi, visto che per l’occasione era stato allestito un temporary shop con tutti i marchi presentati e io ho messo gli occhi praticamente su tutto.
A parte gli scherzi è stata una fortuna per me aver aperto gli occhi su questo aspetto di Brescia che mi piace tanto, una Brescia attiva, fatta di giovani che si vogliono dare da fare e che scalciano per avere la considerazione che meritano.

Ringrazio ancora Bianca e la Gummy Industries per l’invito e la Fabbrica dei Mestieri per aver ospitato un evento così straordinario.

 

© 2013 Francesca Longhena

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2 Comments

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  1. Allora, tralasciando che hai fatto venire voglia anche a me di comprare praticamente tutto, voglio fotografare i lookbook di tutti i brand. Come la mettiamo ora? Eh? Eh??

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