Padova Vintage Festival. Un mese dopo.

Esattamente un mese dopo il Padova Vintage Festival mi metto all’opera per scrivere questo post.
E la “O” sulla tastiera del mio pc ha deciso di lasciarmi a piedi.

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Comunque.
Al Festival, oltre ad essere andata perchè le mostre mercato vintage mi piacciono un casino, ero in missione per conto di Stella.
Un po’ come John Belushi, lui però era in missione per conto di Dio. Stella è molto più esigente.
Se volete qualche dettaglio sulle mostre che ho visitato nel post del blog The Enchanted Boudoir trovate il mio contributo.
(E seguite quel blog, sciocchi!).

Prima di tutto, con l’approvazione di Stella mi sono crogiolata tra le foto dei Sex Pistols scattate da John Tiberi.

Anche se piccola e poco ricca, questa parte della mostra mi è piaciuta particolarmente.
Quando ero ancora un’adolescente insicura ho avuto il mio periodo punk; niente creste e capelli colorati ma ascoltavo un sacco Sex Pistols, Clash, Ramones, Exploited, Rancid, NoFX e compagnia bella.
Trovarmi tra giubbotti di pelle e locandine di concerti mi ha fatto tornare indietro di 10 anni.
Ohcacchio. Sono vecchissima.

Ho scoperto la Brionvega, azienda produttrice di audiovideo degli anni sessanta, vincitrice del Compasso d’Oro per questo televisore.
Abbiamo ricevuto spiegazioni esaustive sui vari prodotti, e soprattutto sulla Radio Cubo (prodotto copiato e stracopiato da altri brand), che si è tenuta al passo coi tempi grazie all’aggiunta di una semplicissima presa USB.

 

Poi è stata la volta dello stand della Proraso. E lì mi sono innamorata tipo otto volte. Sia i clienti che il barbiere sono stati molto gentili e si sono fatti tranquillamente fotografare.
Peccato avessi già fatto la barba a casa.

Accanto al barbiere c’era una piccola bancarella della Impossible che purtroppo non vendeva le pellicole. E’ stato un vero peccato perchè in esposizione c’erano le nuove pellicole con i bordi a fantasia. Adoro!

Io e Daria siamo perfino riuscite a vedere lo sviluppo di alcuni negativi scattati ad uno stand dove c’era un banco ottico.
Eravamo al posto giusto al momento giusto insomma.

Come già ho scritto nel post di Stella, non capisco come mai ai mercatini vintage ci siano così taaaaanti stand che vendono occhiali.
Fortunatamente il PVF è grande, c’erano molti espositori, alcuni già visti ad altre mostre.
Ho addocchiato allo stand Lamù Vintage una sciarpa enorme e caldissima, ma le ragazze e Federico mi hanno convinto a non comprarla.
Effettivamente più che una sciarpa era un copriletto matrimoniale, ma era assolutamente stupendo.
La commessa mi ha rassicurato dicendomi che sono disponibili a farne anche su ordinazione e su misura.
Sono salva.


So che ve lo state domandando.
Si. Ho comprato qualcosa. Libri come se non ci fosse un domani.
E un paio di hot pants della Levi’s che non metterò mai. Sì perchè dopo averli provati ho ceduto alle lusinghe dello specchio e delle mie amiche.
A casa poi improvvisamente sembravo un insaccato.

Che dirvi.
Padova è stupenda. E i vintage festival lo sono anche di più.

La ciliegina sulla torta è stato il talk di Galimberti.

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Vi dirò, il primo impatto non è stato per nulla positivo, mi è sembrato il classico milanesotto sborone.
Poi i suoi lavori hanno parlato per lui ed è riuscito a trasmettermi tutta l’emozione dei suoi ritratti, che ho amato molto più delle foto d’architettura.

Ritratto di Lalla Romano.
Ritratto di Lalla Romano.

La giornata si è conclusa così, l’autostrada e il cielo tutti dipinti di luce.

© 2014 Francesca Longhena

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